Autunno, disordine post traumatico da Brexit secondo Ali Smith

Autunno” e l'inebriante stile di Ali Smith, scrittura parente della poesia

Gluck, un uomo ultracentenario, sta morendo lentamente nella sua camera di un ospizio inglese e ad assisterlo c’è la sua amica di una vita, Elisabeth, che ha 32 anni.
La storia è tutta qui, provocatoria nell’inquietante differenza di età fra i due protagonisti, ma dipanandosi impareremo a interpretare ogni momento, ogni episodio e oggetto di questo libro, come brillanti metafore della storia britannica degli ultimi due secoli.
L’autunno, stagione di nebbie e morbida abbondanza” secondo John Keats, è quello del 2016 ed Elisabeth sta combattendo la sua lotta per… un passaporto nuovo, ma siamo nella stagione dello stordimento post-Brexit (il referendum è stato in giugno) e il paese sopravvive in un dormiveglia di incertezze e rimpianti in cui la burocrazia diventa la pantomima dell’agonia nazionale.
Al capezzale di David, Elisabeth legge i libri di una vita, fra Shakespeare e Huxley, raccogliendo coriandoli di memoria che volteggiano fra atmosfere oniriche e richiami alla storia.

Il linguaggio di Ali Smith è formidabile perché è nuovo e acrobatico, gioca con le parole e le tradizionali figure retoriche fino a rendere qualcosa di nuovo e provocatorio.
La motivazione del Booker prize del 2017, a parte l’ovvio accento sulla crisi civile post Brexit, richiama proprio l’innovazione linguistica: “grande energia verbale e immaginativa… Umana, deliziosa, ottimistica” come le rose (rose inglesi!) che fioriscono a novembre, a conferma che non esistono più le stagioni, ma non per questo è la fine.
Fra metafore e simboli (un uomo vestito da albero che desta il furore di un uomo vestito normale e determinato ad eliminare chi non veste come lui, un cane impagliato per non interrompere una vecchia tradizione che lo vedeva personaggio fisso di una vecchia stazione, un cappello magico che realizza sogni diventando sempre più piccolo) scorre anche la storia d’amore per una rivoluzionaria artista britannica, Pauline Boty, personaggio legato all’affaire Profumo che sconvolse l’Inghilterra benpensante degli anni Sessanta, morta troppo presto e ingiustamente dimenticata.

THE SCANDAL - Pauline Boty, 1963.. This painting is now missing so this  photo is the only way to see it! Pauline Boty was an actress & ar… | Pop  art, Art, Art world
Pauline Boty, artista Pop inglese

Costruendo la sua versione romanzata di questo capitolo della storia inglese, contrassegnato da bugie e verità adattate, Smith traccia trucidi parallelismi con il presente.
E ancora, il tema dell’esperienza soggettiva del tempo, della natura stessa del tempo, pesante e impalpabile, condannato dalla smemoratezza a ripetersi. Daniel Gluck, uomo pieno di vita, padre-amico-fratello-sposo di Elisabeth, è la metafora di una Gran Bretagna in agonia, ma ancora viva. 

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