Americanah, transcontinental crisis

Americanah è più di un romanzo, è uno di quei libri che fanno cambiare il modo di vedere il mondo. Riconosciuta come una delle massime narratrici della generazione, definita l’erede naturale di Chinua Achebe (padre della letteratura africana “post-coloniale” in lingua inglese) Chimamanda Ngozi Adichie è una scrittrice nigeriana naturalizzata negli Stati Uniti: per la forza della sua voce il Time Magazine l’ha inserita, nel 2014, nell’elenco delle 100 persone più influenti al mondo.

Americanah by Chimamanda Ngozi Adichie – review | Chimamanda Ngozi Adichie  | The Guardian

Nel 2014 è anche uscito in Italia Americanah, romanzo che Chimamanda Ngozi Adichie definisce d’amore: due fidanzatini del liceo che crescendo e seguendo le i progetti ambiziosi delle rispettive famiglie seguono due percorsi diversi, cercando le proprie fortune in America e in Gran Bretagna, prima di ritrovarsi a Laos. Ma intorno al pretesto della storia d’amore c’è tanta sostanza su cui riflettere – i personaggi (Ifemelu, la protagonista blogger che dagli USA torna alla sua Nigeria, e il suo vecchio fidanzato dell’Università, l’integerrimo Obinze), le descrizioni, le osservazioni “casuali” disseminate ovunque; questo libro è un trattato aggiornatissimo sulle relazioni interraziali in America, ma anche sulla cultura dei nuovi ricchi in Nigeria.

Americanah - Chimamanda Ngozi Adichie - Recensione

In realtà i temi di fondo, di cui la storia di Ifemelu si fa simbolo, sono il mondo contemporaneo in costante mutamento e privo di certezze e la globalità delle esperienze di vita della generazione migrante. I romanzi di Adichie escono dai confini della Nigeria e dell’Africa e assumono un valore transcontinentale, affrontando i diversi aspetti delle crisi del mondo contemporaneo.

E’ una Lagos malinconica e corrotta quella che fa da sfondo alla giovinezza di Ifemelu, dove le prospettive di benessere e prestigio sociale sono assoggettate all’esigenza di studiare all’estero, preferibilmente in Gran Bretagna o in America. Qui parliamo di un’emigrazione temporanea e non disperata, il cui scopo è il ritorno in patria da nuovi ricchi, che fa parte della tradizione della borghesia nigeriana dagli anni Settata del secolo scorso, ma chi torna a Lagos resta segnato dall’esperienza dell’americanità e non in modo positivo. Diventa Americanah (con l’h finale che enfatizza la pompa e l’esagerazione) la persona che anche se torna rimane abbagliata dai canoni occidentali fino a stravolgere la propria africanità, ostentando uno status quo che è altro dalla propria identità culturale e in definitiva perdendo di vista le proprie coordinate etiche.

Bene, approdata in America Ifemelu si rende conto di un’ovvietà che non aveva mai dovuto considerare in patria: il colore della sua pelle. Partendo dall’osservazione dei rapporti interrazziali in America Ifemelu affida i suoi pensieri a un blog, Raceteenth (“Razzabuglio” è la geniale versione del traduttore italiano) che rappresenta una storia nella storia raccogliendo, nel linguaggio tipico dei blogger, osservazioni sagaci, taglienti e profonde sulle condizioni dei neri in America, vista da una prospettiva diversa che è quella di un’africana.

Più difficile e dolorosa è l’esperienza di Obinze in Gran Bretagna, costretto a vivere e lavorare in clandestinità a causa di un intoppo burocratico, schiavo di un sistema di reclutamento e controllo dei clandestini che vede i carnefici nei suoi stessi connazionali, fino a pagare con il carcere e il rimpatrio. A Laos si rifarà e riuscirà a costruire quella vita dorata che rappresenta l’approdo di ogni emigrato dell’alta borghesia, ma che a lui non garantisce la serenità che sognava.

Adichie colpisce per la sua espressività e per un’intelligenza che smaschera l’ipocrisia celata anche dietro il migliore degli esseri sensibili: pensate a Michelle Obama, a quanto vi sentite cool per apprezzarla e ammirarla. Ora pensate a Michelle Obama con una pettinatura afro e guardate che succede nelle vostre illuminate teste pensanti. Potete fare la stessa operazione anche con Beyoncé.
La verità è che l’America bianca è disposta ad accettare la razza nera soltanto se questa si conforma alle sue aspettative.

Amaricanah analizza con rigore anche i rapporti uomo-donna, fra classi sociali, la cultura della bellezza (e gli assurdi canoni imposti dalla cultura bianca), l’ipocrisia del politically correct, la condizione degli immigrati (anche clandestini).

Per leggere questo romanzo occorre accettare di rimettere in discussione tutte le nostre certezze, scendere dalla torre d’avorio di quell’apertura mentale e assenza di pregiudizio che ci siamo costruiti intorno a nostro gusto e misura, certi che i nostri principi e la nostra capacità di giudizio siano trasparenti e solidi.

Invece no. Se ci lasciamo prendere per mano da Adichie lei ci porta a passeggio sul crinale della nostra comfort zone e ripetutamente ci butta dall’altra parte, con osservazioni ora simpatiche ora taglienti, fino a metterci a disagio e costringerci a riconsiderare le nostre idee su temi così attuali.

Bellissimo libro, ma il finale troppo bello per essere vero non mi convince: un’unione benedetta dagli agi e dal benessere economico in una Nigeria colma di contraddizioni. La ricchezza di Obinze, da come viene raccontata, è il frutto di un sistema di controllo finanziario basato sulla speculazione finanziaria e l’abuso di potere. Sembra quasi normale che la ricchezza in Nigeria provenga da un compromesso etico senza sensi di colpa!

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