Padania Blues – Requiem per la Macroregione

Nadia Busato sceglie il Barbie pink per la copertina di questo libro edito da Sem, ma capite bene che una copertina così è una provocazione. Per l’esattezza, un’immensa, sonora provocazione, perché credetemi non c’è niente di rosa in questo romanzo.

nadia busato padania blues

Barbie è una graziosa shampista della Macroregione, come tutti insoddisfatta del poco che le offre la sua cittadina provinciale (Ogno, al catasto), circondata di amici e familiari a vario titolo falliti e delusi, a vario titolo stanchi di rincorrere il sogno milanese, un popolo che

...prega ancora rivolto al Pirellone senza riuscire mai davvero a fuggire da se stesso…

con la complicità del collega Maicol e del titolare di Hair&Beauty, Ric, fingerà un incendio del Salone per incassare i soldi dell’assicurazione. Sarebbe la soluzione ideale per mettere a posto i modesti sogni di ognuno dei tre. Lei, per esempio, sogna un seno nuovo che le apra le porte del mondo della TV. A contorno, una Padania in via di sfacelo, dove le utopie della TV anestetizzano il disagio crescente di una società attaccata a un benessere che sta venendo meno e impoverita dei suoi valori tradizionali.

Non è un libro rosa: se a Nadia Busato togliete la penna e le date un coltello, lei ve lo affondera’ vicino al cuore, stando bene attenta a farvi male.
È cattiva. Dipinge a tinte fosche e sentori putridi la decadenza di una civiltà che ha troppo creduto in sé stessa, spinta dai crassi incitamenti di politicanti grotteschi e chiacchieroni.
La storia di Barbie e dell’unico, patetico sogno che riesce a concepire per uscire da una vita di noia è solo il pretesto per scavare in una terra di degrado urbano, civile e umano.

Padania - Wikiquote


In questo libro non c’è una cosa, una persona, un posto che sia buono, che ti faccia sorridere. Perfino la lacca e il balsamo diventano strumenti di devastazione, l’allegra porchetta del giorno di festa diventa bestia sacrificale, i paesaggi stanno su per scommessa, minacciati dal dissesto idrogeologico portato dalle fabbriche e dall’industrializzazione scriteriata.
E ancora: sanguinose soluzioni finali, relazioni senza amore, cocaina, prostitute, figli di prete, sogni a rate, sesso allupato, il cannibalismo della vita milanese…
Sono riuscita a tollerare anche il linguaggio infarcito di volgarità e simil bestemmie, che normalmente odio, perché è questo il segno più evidente della pochezza di spirito di questi personaggi che dai pantani del profondo nord osservano impotenti l’inconsistenza della propria avidità.

Un’ultima cosa: leggetelo. È bravissima.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...