Tempi eccitanti, vivere e amare da expat

Sembra fare il verso a uno dei capisaldi di Charles Dickens, Tempi difficili, questo romanzo che iscrive una complessa storia di risveglio sentimentale sullo sfondo del confronto culturale fra vecchia Irlanda, nuova Inghilterra (ancora Brexit, dal punto di vista leggermente decentrato di un’irlandese) e caotica Hong Kong, città dai ritmi vertiginosi e regno del consumismo più bieco, dove la protagonista Ava vive da expat come insegnante di inglese in una scuola per i figli dei facoltosi.

Il paragone con Persone normali della connazionale Sally Rooney è stato fin troppo sollecitato, a volte anche forzato a scopi pubblicitari; comunque il romanzo di Naoise Dolan si distingue per un acume delizioso e divertente, che ricorda i fasti di una Jane Austen in chiave millennial nella sua analisi cinica della rigidità delle classi sociali, del modo in cui ogni personaggio si cura di aderire perfettamente ai ruoli e alle aspettative ritagliate perfettamente su di lui/lei. Il tutto mentre Ava osserva e valuta cinicamente, nella sua sorta di diario, i moti del pensiero e le azioni dei tanti personaggi che popolano la vita di Julian.

La solitudine e un evidente, forse patologico senso di auto-disprezzo spingono Ava in una relazione con il banchiere inglese Julian, anaffettivo e antipatico perfino a lei, rampollo di una famiglia altoborghese inglese che sembra lontana anni luce dalla sua vita in Irlanda.

L’Irlanda che vive solo nei suoi ricordi e nelle sporadiche telefonate con la madre è un aspetto interessante: con lucida ironia Ava ne ricorda la mentalità medievale, l’arretratezza culturale che censura l’omosessualità e accorda pene simili per la violenza sessuale e l’aborto che ne consegue.

Quello con Julian è un rapporto di comodo, perché le consente di risparmiare sull’affitto e di fuggire dalle acide coinquiline di uno squallido appartamentino per stabilirsi in un edificio di lusso, riservato ai numerosi professionisti della finanza di Hong Kong. Quando poi Julian deve trasferirsi per lavoro in Inghilterra Ava incontra di Edith, avvocato, che sembra avere qualità esattamente opposte a Julian: dolce, spontanea, onesta. Impossibile, per Ava che non è nuova a sporadiche relazioni omosessuali, non innamorarsi.

Ma siccome il triangolo non può reggere a lungo, Ava dovrà scegliere.

Se la trama è leggerissima, in realtà questo libro merita di essere letto per il brillante e caustico spirito di osservazione di Ava, per la quale è facile provare profonda simpatia mentre si trova alle prese con la vita artificiosa e ingenua dei privilegiati. Nella relazione con Julian l’autosabotaggio è il tratto distintivo e spesso il lettore avrebbe voglia di darle una scrollata e gridarle a gran voce “Mollalo!”, ma chiaramente lei persiste in questo rapporto di forza nel desiderio legittimo di diventare la fidanzata perfetta, nella speranza di guadagnare un po’ di potere per se.

Author, Naoise Dolan

Il merito di questo libro è nella sua capacità di rappresentare una sensibilità tutta moderna, millennial: l’inquietudine, l’ansia, l’autocritica. L’ambigua contrapposizione fra la ricerca dell’amore e la paura di impegnarsi stabilmente.

Interessante è anche la costruzione narrativa, in cui i progressi del rapporto sentimentale viaggiano paralleli alla riflessione sulla lingua inglese che lei stessa, insegnante, scopre essere molto più complessa e simbolica di quanto sembrerebbe:

«Se l’irlandese non aspirava e l’inglese aspirava, allora avevano ragione loro, ma se lo facevamo noi e gli inglesi no, pure lì avevano ragione loro. Gli inglesi ci hanno insegnato l’inglese per dimostrarci che loro avevano sempre ragione».

L’inglese aveva il congiuntivo. L’ho imparato la mattina che l’ho insegnato. Sapevo che il francese ce lo aveva e sospettavo che l’irlandese ce lo avesse, ma non mi ero mai accorta delle sue impronte volubili nella mia lingua madre. È venuto fuori che non ne sapevo nulla perché il congiuntivo inglese richiedeva delle strutture che non usavo mai. […]. Si ricorreva al congiuntivo per ciò che era meno che concreto. Se lo evitavo, significava che dicevo solo cose vere?»

Congiuntiva, in effetti, è anche tutta la sua situazione, dove lei si ritrova spesso a scambiare la realtà con le possibilità.

In sintesi Tempi eccitanti è una lettura piacevole, non sempre facile quando i solipsismi e le elucubrazioni di Ava paiono perdersi in mille sottocategorie, una brillante rappresentazione della sua generazione e stimolante nella sua capacità di dissezionare la psicologia dei suoi personaggi e le contraddizioni della società attuale.

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