Scuole di scrittura: Stephen King & Chuck Palahniuk

Nel lontano 2000 Stephen King, reduce da un incidente stradale che gli causò mesi di dolorosa riabilitazione e un consistente bilancio della propria esistenza, pubblicò On Writing per raccontare i segreti della sua scrittura. Del re dell’horror possiamo dire che è un autore che non vincerà mai un premio Pulitzer, ma sa scrivere.

Book Review: On Writing by Stephen King | INKLINE

In meno di 300 pagine, che è poca roba per lui, il re racconta della sua infanzia non proprio facile, di due donne straordinarie (la mamma Nellie Ruth, un personaggio eroico fino all’ultima sigaretta, e la moglie Tabby, una roccia: “le mie storie sono per lei e voglio lasciarla a bocca aperta”), del suo lento esordio letterario e di una straordinaria

CASSETTA DEGLI ATTREZZI

dello scrittore, l’indispensabile strumento della creazione letteraria. Gli attrezzi in questione sono i suoi consigli, di cui possiamo riassumere qui i più importanti:

Il VOCABOLARIO deve essere semplice, le parole che avete in mente bastano perché sono quelle immediate. I sinonimi e tutti gli sforzi per cercare parole altisonanti suonano subito falsi.

Eliminare tutti gli avverbi. Appesantiscono PESANTEMENTE (Sentito?)

Scrivere DIALOGHI che siano reali, che rispecchino i personaggi

Sfrondare i paragrafi, alleggerire la scrittura, semplificare.

Il consiglio più efficace è questo: “Scrivi con la porta chiusa, correggi con la porta aperta (scrivi per te stesso, rivedi per dare il tuo libro al mondo, pensando a ciò che si aspetta il tuo lettore ideale).

Ma l’attrezzo più importante è a monte della scrittura: LEGGETE, tanto, più di quanto vogliate scrivere.

In questo libro, per metà autobiografia sintetica e per metà saggio di scrittura, parla al lettore affezionato con tanta franchezza, umorismo e senso pratico.

r/coolguides - 14 Tips from Stephen King on writing

Chuck Palahniuk, l’eccentrico padre di Fight Club, ha pensato anche a Stephen King quando ha pubblicato il suo “Tieni presente che“, uscito nel 2020.

Spotted In Leather auf Instagram: „Chuck Palahniuk in brown leather pants.  He's the author of the novel Fight Club… | Brown leather pants, Leather  pants, Fight club

Il titolo originale è Consider this. Queste parole ricorrono come un mantra lungo i capitoli del suo saggio sulla scrittura, come ci ha abituati nei suoi romanzi (Scusa mamma, scusa Dio).


Anche Palahniuk parte da una breve autobiografia prima di affrontare il tema della scrittura. E’ un autore noto per il coraggio di affrontare temi tabù e la capacità di liberare una creatività senza freni, ma allo stesso tempo è evidente il rigore con cui applica un metodo alla propria scrittura.

Il linguaggio candido, “graphic” e maledettamente diretto è quello che cattura da sempre, gli aneddoti più o meno truculenti rendono la lettura un rapimento, ma qui c’è un elemento nuovo, che è lo spirito dell’autore: Chuck sostiene i suoi argomenti con sentimento e grandissima umiltà, non ha timore di mettersi nudo e rivelarci tutto, le sue influenze, i suoi segreti tecnici, l’ispirazione dei suoi racconti (elencando con gratitudine scrittori, mentori ed editori dei suoi libri).

Tessere le lodi di dozzine di autori, da Stephen King a Dorothy Parker, Ira Levin, Nora Ephron e i classici Mark Twain e Charles Dickens significa anche dissezionare i rispettivi stili narrativi, comprenderne la meccanica (Palahniuk sottolinea la capacità di creare dialoghi realistici, dare spessore alla narrazione, variare la voce narrante). Ma quando si allontana dagli altari dei grandi L’autore torna sé stesso, irriverente e provocatorio, offrendo “un paio di strategie efficaci per vendere libri agli Americani”.

Per Palahniuk è fondamentale anche il rapporto con i lettori

Quando incontri un lettore è il tuo turno di ascoltare

e al proposito racconta le pittoresche avventure dei suoi tour promozionali, con le orde di cultori devoti e collezionisti dei suoi leggendari arti autografati.

Chuck ordina la sequenza dei suoi consigli con il tambureggiante ritornello: “Se fossi mio allievo, ti direi di…” e ringrazia quanti lo hanno ispirato con un commovente, ma pur sempre un filo sarcastico, “Dio ti benedica, ____. Una delle tue tante, tantissime lapidi sarà sempre scolpita nella mia testa”.

Take home message: Nelle commedie di Molière i saputoni si vantano delle proprie conoscenze sfoderando un linguaggio complicato e possibilmente sconosciuto ai più deboli, nell’intento di prevaricarli a chiacchiere. L’esito è comico e grottesco e dimostra che la comunicazione ha bisogno di chiarezza ed economia per funzionare. King e Pahlaniuk insistono proprio sulla necessità di limare il linguaggio, che non vuol dire banalizzarlo, ma renderlo efficace. Questa è sicuramente la lezione più importante da portare a casa, utile anche per chi scrive i propri blog preoccupandosi magari di sembrare troppo banale. Utile per tutti coloro che abusano di termini pesanti e inflazionati come “approcciarsi”, “percepire”, “ritenere”, “lettura necessaria”, “tratteggiare” …

Tieni presente che (Consider this)
Chuck Pahlaniuk; trad. Silvia Albesano
Mondadori, 2020
P. 240
18,00 euro

On writing, autobiografia di un mestiere
Stephen King; trad. Giovanni Arduino
Frassinelli Pickwick, 2017
283 p.
9,90 euro

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